LE PAGINE DEL GIORNALINO 2025-2026
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ATTUALITÀ
Se fossimo rimasti
australopitechi…
Noi siamo Natura
Giovedì 21 maggio 2026
Dio ci ha dato l’opportunità e la fiducia di farci essere la specie dominante e noi lo ringraziamo distruggendo il mondo che ha creato e le sue creature. Perché se un ragno viene ucciso nessuno dice nulla se non: “Era solo un ragno” o “Hai fatto bene”? Perché ci crediamo tanto importanti, cosa abbiamo di speciale noi esseri umani? Forse che siamo così sciocchi da utilizzare la nostra intelligenza a discapito del mondo intero, noi compresi. Forse che siamo così intelligenti da creare degli algoritmi che pensano al posto nostro.

Mangiamo la carne degli altri animali, lo fanno un po’ tutti gli animali dall’alba dei tempi. Ma noi prima di ucciderli li facciamo vivere in condizioni indecenti: gli allevamenti intensivi. Vi sembra corretto sfruttare in questo modo le altre creature? Sembrerà sciocco, ma saremmo migliori se fossimo rimasti australopitechi: animali come gli altri, senza presunzione di superiorità. E per quanto riguarda l’ambiente, vi sembra corretto produrre così tanta anidride carbonica inutilmente? Pensate che un’ora sui social produce tra 55 e 160 grammi di CO₂!
Giulia Maria Botturi, 1M SSAS
Un ragazzo
fuori dal normale
Sono davvero necessari i follower?
Sabato 18 aprile 2026
Immaginiamo: a scuola c’è un nuovo ragazzo. È cresciuto in una famiglia semplice e non ha mai usato i social.
A scuola tutti parlano in modo incomprensibile, riferendosi a meme o trend, e spesso conversano in chat e non dal vivo.
Il ragazzo non riesce a legare con nessuno, così decide di provare Instagram. Le prime volte guarda qualche video, ma poi si annoia e chiude.
Un giorno, però, gli arriva una notifica: «********* ha chiesto di seguirti».
Il ragazzo sente il respiro mancargli per un millesimo di secondo: finalmente può conoscere qualcuno! Incuriosito accetta la richiesta.
Giulia Maria Botturi, 1M SSAS

L’arte di perdere
Lunedì 13 aprile 2026
Ne hai passate di tutti i colori, ma era meglio in bianco e nero?
La vita è un gioco.
Non possiamo annullare una mossa,
ma possiamo migliorare la prossima.
Cit.

Vedi la vita come un gioco.
Sì, lo so, magari fosse così facile. Però immagina.
Ci sono livelli, sfide, momenti in cui perdi. Ma perdere non significa che hai finito.
In ogni gioco, dopo “game over”, c’è sempre quella domanda: ricominciare?
E tu puoi sempre schiacciare sì.
Ci saranno missioni da portare e termine, ogni tanto qualche premio e per terminare anche dei nemici. A volte ti buttano giù senza nemmeno darti il tempo di capire cosa è successo, ma non è quello il punto.
Nova
Vita per anima
La pena di morte
Venerdì 13 marzo 2026
È davvero necessario uccidere per vendicare?
La vendetta è un piatto che va servito freddo, si dice.
Ma questo implica anche rendere freddo il corpo di qualcun altro?
Per “morte” si intende la fine del respiro, dei battiti, dei pensieri. Uno stato di pace.
La questione, allora, è evidente: perché concedere la pace a chi si ritiene non la meriti? La morte non coincide con la fine della vita.
Una persona che cammina e respira non è viva solo perché il cuore batte. Vivere significa libertà, desiderio, possibilità di avere un ruolo nel mondo.
E spesso la pace viene concessa proprio a chi non la desidera, a individui fin troppo consapevoli di essere vivi.
Con la pena di morte non si infligge una punizione: si concede la pace oppure si nega la vita.
È una questione di prospettiva.
Ma è davvero questa la punizione peggiore?
Chi ha ucciso, stuprato, distrutto irreversibilmente l’esistenza di altri esseri umani merita davvero una fine rapida?
Occhio per occhio, certo. Ma vita per vita?
Nova

Diritti e fragilità:
la nostra voce
Lunedì 9 marzo 2026
Ognuno di noi deve avere le stesse possibilità, anche se certe volte non è possibile. Ma cosa possiamo fare noi?
L’omofobia è la paura irrazionale e l’odio nei confronti delle persone omosessuali.
Il termine “omofobia” viene dal greco “fobia” (paura, in questo caso sinonimo di pregiudizio) e “omo” (che qui perde il suo significato originario di “uguale” per trasformarsi nell’abbreviazione di “omosessuale”).

Purtroppo gli effetti negativi sono avvertiti soprattutto da coloro verso cui questo pregiudizio è rivolto. Questo tipo di pressione morale fa crescere l’omofobia interiorizzata (insieme di sentimenti negativi che gli stessi omosessuali provano nei confronti dell’omosessualità) al punto che l’incidenza statistica dei suicidi è elevata tra gli omosessuali adolescenti.
Si diventa omofobi attraverso l’educazione e certi messaggi che la famiglia, la politica, la Chiesa e i media ci trasmettono.
Per promuovere la solidarietà e l’importanza della connessione tra individui nel guidare il cambiamento sociale, ogni anno il 17 maggio viene celebrata la Giornata Mondiale contro l’omofobia.
È stata scelta questa data perché il 17 maggio 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) rimosse ufficialmente l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali.
Purtroppo ci sono moltissimi pregiudizi nel mondo, ma è per questo che sono state istituite diverse giornate mondiali per incoraggiare alla loro eliminazione.
Giulia Maria Botturi, 1M SSAS
Tra notifiche e futuro:
crescere nell’era dell’IA
Martedì 30 dicembre 2025

Mi sono resa conto che la nostra generazione vive una strana contraddizione: siamo sempre connessi, ma spesso pieni di dubbi sul futuro. Tra una notifica di Instagram, una verifica e la fatidica domanda “cosa farai dopo la maturità?”, ci troviamo a crescere in un mondo che corre velocissimo. E in mezzo a tutto questo, c’è una presenza sempre più evidente: l’intelligenza artificiale.
Valeria Maria Marchetti, 5E SIA
Una riflessione
sulla donna
Nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne
Martedì 25 novembre 2025
Dicono che la donna sia “il sesso debole”. Certo. Come no. Debole come una tempesta che si abbatte sul mare, come una madre che regge universi mentre prepara la cena, come una ragazza che esce ogni giorno sapendo che il mondo pretende ancora di spiegarle come deve vivere, parlare e perfino respirare.
Debole. Una parola che fa quasi ridere – se non ci fosse da piangere.
La donna, quella vera, è un essere fatto di dettagli.
Ha le mani che tremano quando ha paura, ma non smettono di fare ciò che va fatto.
Myriam Picucci, 1H GRAF