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STORIE E SCOPERTE
La leggenda delle metà perdute
L’Antica Legge dell’Attrazione
Martedì 26 maggio 2026
Tutti conosciamo l’espressione “cercare la propria metà”, ma pochi sanno che quest’idea ha un’origine precisa e quasi drammatica. La leggenda nasce nel cuore dell’antica Grecia, narrata dal filosofo Platone, ed è conosciuta come il Mito di Aristofane o Mito degli Androgini.

1. Gli esseri sferici
Secondo il mito, in un tempo remoto gli esseri umani erano profondamente diversi da come li conosciamo. Non esistevano solo uomini e donne, ma creature dalla forma sferica.
Avevano:
- due volti rivolti in direzioni opposte
- quattro braccia e quattro gambe
- due apparati riproduttori.
Questi esseri erano dotati di una forza straordinaria e di un’agilità sorprendente: per correre velocemente, rotolavano su se stessi usando tutti e otto gli arti. Ma la loro caratteristica principale era la completezza: non sentivano il bisogno di nulla, poiché erano autosufficienti.
Erano come due umani uniti in un’unico essere.
2. La collera di Zeus
La fierezza di queste creature divenne presto superbia. Zeus, il padre degli dèi, divenne presto geloso della felicità che gli umani mostravano e si trovò di fronte a un dilemma: distruggerli con i suoi fulmini avrebbe significato rinunciare ai sacrifici e agli onori che gli umani gli offrivano. Trovò quindi una soluzione più astuta: dividerli a metà, così da toglierli la loro felicità e completezza.
Con un colpo netto, Zeus tagliò ogni essere in due, rendendoli improvvisamente deboli e fragili. Apollo ricevette poi l’incarico di curare le ferite, tirando la pelle verso il ventre e chiudendola in quello che oggi chiamiamo ombelico, lasciandolo come monito della punizione subìta.
3. La condanna della ricerca
L’effetto della divisione fu immediato e straziante. Una volta separate, le due metà non desideravano altro che ricongiungersi. Vagavano disperate per il mondo cercandosi e, una volta ritrovatesi, si abbracciavano strette, rifiutando di lasciarsi andare.
È proprio in questo momento di dolore, secondo la leggenda, che nacque l’Amore. L’amore non sarebbe altro che il nome dato alla sete di totalità: il tentativo ancestrale di guarire la ferita inferta da Zeus, cercando nel mondo quell’unico pezzo mancante che possa restituirci la nostra antica natura unitaria.
“L’amore è il desiderio di ritrovare l’intero, di tornare a essere uno dopo essere stati divisi” (Platone).
Valeria Maria Marchetti, 5E SIA